Sunday, March 6, 2011

Coloured Canes For The Blind

SE SAVIANO FOSSE UNA DONNA...RIFLESSIONI "MARZIANE"



Perché Saviano non è una di noi? Perché Saviano non is a woman? I wonder tonight, after watching the transmission of Fazio "Che tempo che fa" and the interview with Roberto Saviano ( Click here to watch ). Then zap led me, in order, to watch a documentary about life on MTV \\ career of Christina Aguilera (a woman who should also rapppresentare me and my battles?! Mah!) And finally - after 5 minutes of a movie American with a blind lawyer and a sad Italian film I've seen "Nightmare before (in my opinion, depressing) - have landed in the Republic Radio \\ TV and a play I do not know which author.

protagonists on stage, "bare" two women: comparing two generations in a small room waiting for doctors. The girl did not dream, the older woman had. A long, painful chat-rhetoric, nostalgic brain. I'm not saying that I'm not excited, from time to time, when the older woman spoke of her life divided between work and children and when the girl surrendered before the hypocrisy of the world where it is forced to live.
But here's the question: why Saviano is not a woman? It would be so easy.
Hair: stop to torture. You do not know - because I do not see that for three-months on my head, chasing the hottest colors and trendy shades. It had to happen! Lotto hair since I was 5 years. One day my father had them cut at the barber del paese. Erano sottili e mio padre credeva di aiutarmi, così un giorno li avrei avuti sani e forti. Già, vivere rinunciando al presente per un futuro migliore. Per me fu un trauma insuperabile. Rimpiango i miei capelli sottili e deboli ancora oggi. Tornata a casa mi nascosi sotto il tavolo della cucina. Sul pavimento c'erano briciole di pane e i peli del mio gatto rosso che presto mi raggiunse e mi confortò.
Ma torniamo a Saviano. Se lui fosse una donna io andrei in giro senza capelli, come allora non ebbi il coraggio di fare (infatti per un mese mi tenni in testa un berretto e quando Ciro, un bambino più grande e più vuoto, me lo tolse, lo avrei ucciso se non fosse stato per la signora Tutuccia, la maestra di entrambi).

Se Saviano fosse una donna continuerebbe a mettere al primo posto della lista delle cose per cui vale la pena vivere "la mozzarella di bufala"? E a dire davanti a migliaia di spettatori che la ami perché ti lascia in bocca "o ciato e' bufalo", o qualcosa del genere- comunque il fiato della bufala!
Ancora ricordo quando mio marito, molti anni fa, mi disse che sapeva che stavano per arrivarmi le mestruazioni. Disse che lo sentiva dall'odore insolito del mio alito: un po' metallico. Non avete l'idea dell'effetto che ebbero su di me quelle parole. Ancora oggi mi meraviglio che non ci abbiano fatto entrare in una crisi profonda...e senza ritorno.
Ancora una riflessione su Saviano e l'Iliade. Qui la sinossi , naturalmente da wikipidia, enciclopedia che amo immensamente perché di tutti e per tutti.
Saviano, sei un guerriero, e non finirò mai di ringraziarti per le tue battaglie. Ma che dire dell'Iliade e delle sue donne rapite, scambiate, sfruttate, ignorate, vendute e insultate.? Che dire di Elena di Troia, la madre di tutte le donne sfortunate che da allora in poi devono alla bella moglie del re Menelao l'appellativo più ignobile?

L'immagine che accompagna il post è presa da un sito balletto.net , in cui si citano dei versi dell'Iliade " Poi vi sculse una danza " (Iliade Libro XVIII vv. 590-605). Mi piacerebbe che li leggeste. Eccoli . Nei versi citati si parla di una misteriosa dance, carved on the shield of Achilles, a dance of "lad and verginette of beautiful body," a festival that takes place in the palace of Knossos. How relevant it seemed propitious and this association of images, a shield and a dance, in times of Bunga Bunga and banquets in the palaces of power. Achilles who fights with a shield on which is carved the "dance of the gods."

Ah, if "the wrath" of Achilles, "he rails on the women who makes a good" disposable "if only Achilles reduced them to ashes! I would like women to find words to create new forms, I living spaces, white.
hope a new purity, salvation may come from the words of women - as shown by Saviano- new words, that poetry could boldly create and disseminate, words such as seeds from which to give birth to a new bright smile. This
I wish you, dear friends of readings and women of the network and blog. A bright future of words. Happy March 8, 2011!

Friday, March 4, 2011

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PROMESSI SPOSI D'ITALIA



(from the article by Charles Repubblica.it Ciavoni)
ROME - On the occasion of the 150th Anniversary of the Unification of Italy, young Italians of foreign origin and representatives from the entertainment world and culture Italian players will be a reading of Manzoni's masterpiece. A special event will take place in Rome to celebrate the feeling of unity of our country and raise awareness of the institutions on necessità di rivedere le norme sulla concessione della cittadinanza.

Sono il futuro del Paese. L'evento rientra nel programma delle Celebrazioni per il 150° Anniversario dell'Unità d'Italia della Presidenza del Consiglio dei Ministri, con il patrocinio della Camera di Commercio di Roma. Si tratta di un'iniziativa per valorizzare la presenza di tanti ragazzi di seconda generazione in Italia, considerata come un patrimonio per il futuro del nostro Paese: "Promessi Sposi d'Italia, questa cittadinanza s'ha da fare!" è il titolo dell'evento che Save the Children 1 e la Rete G2 2 - Seconde Generazioni realizzeranno mercoledì 16 marzo presso il Tempio di Adriano a Roma.

Una riflessione collettiva. Un'occasione to reflect on the roots of our country and look to the future, which means measuring the presence today of more than 900,000 minor children of immigrants, of whom more than half a million were born in Italy, more than 100,000 in 2010 alone. Children who feel fledged "citizens" Italian, proficient in the language (and dialects) share the passions, commitments and expectations of their peers.

trip back in time, look into the future. Voices of boys and girls of different origins and backgrounds, who were born and / or raised in Italy, you will pass the baton of musical inserts and personal testimonies and guide the audience on a journey into the past of our country, to better understand the future: a no -stop 3 ore durante la quale i ragazzi, di diverse origini ed età provenienti da tutta Italia, leggeranno brevi frammenti dei Promessi Sposi di Alessandro Manzoni, il romanzo che più d'ogni altro ha contribuito a formare la nostra identità nazionale e che proprio oggi rappresenta un testo di grandissima attualità.

La maratona oratoria. Nello spettacolo, ai ragazzi si alterneranno personaggi della cultura e dello spettacolo in una maratona oratoria, che darà anche spazio ad alcune testimonianze personali delle seconde generazioni su cosa significhi crescere in Italia, sentirsi italiani per poi scoprire di non esserlo formalmente. Durante l'evento, inoltre, verranno affrontati dai ragazzi della Rete G2 e dagli ospiti in sala i principali temi che attraversano la vita di tutti i giorni delle seconde generazioni, dalla cittadinanza al diritto allo studio e al voto. Gli interventi musicali richiameranno i brani più significativi della storia della musica italiana.

Il sentimento di unità. L'iniziativa di Save the Children e la Rete G2 nasce per dar voce all'impellente sentimento d'unità che attraversa il nostro Paese e che chiede di prendere corpo. L'Italia sta vivendo infatti un momento storico di grande importanza, con una forte domanda di integrazione sociale - cui la nazione deve necessariamente dare risposta - derivante dalla trasformazione dell'Italia, compiuta in questi ultimi decenni, da Paese di emigrazione a Paese di immigrazione. Questa cittadinanza, dunque, s'ha da fare.

Il lavoro di Save the Children Italia. E' la più grande organizzazione internazionale indipendente per la difesa e la promozione dei diritti dei bambini e delle bambine. Fondata nel 1919, opera in Italia dal 1999 ed è presente oggi in 120 paesi. Save the Children Italia, ormai da anni, è impegnata nella protezione e nella promozione dei diritti dei minori stranieri che vivono in Italia, attraverso interventi progettuali sul campo, attività di ricerca e dialogo con le istituzioni locali, nazionali ed internazionali.

La Rete G2 - Seconde Generazioni. E' un'organizzazione nazionale apartitica fondata nel 2005 da figli di immigrati e rifugiati nati e/o cresciuti in Italia. La Rete G2 è un network, oggi presente in many Italian cities, composed of young people "world citizens", originating in Asia, Africa, Europe and Latin America, working together on two key issues: the promotion of the rights of the second generation - currently without Italian citizenship - and the awareness of civil society about the reality of the children of immigrants born and raised in Italy.

(04 March 2011)

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"PICCOLE" FELICTA'



(from Blogteatro.it)
On stage from 8 to March 22, Moments of happiness is negligible in the third round of Rome City Theatre, the second edition of the show devoted to art and actor racconto al Teatro Piccolo Eliseo di Roma.

Momenti di trascurabile felicità ritorna alla sua forma naturale sul palcoscenico, dopo esser diventato uno dei libri di successo di questa stagione invernale.
Con testi scritti da Francesco Piccolo, lo spettacolo è diretto e interpretato da Valerio Aprea.
Valerio Aprea e Francesco Piccolo hanno iniziato a collaborare partendo da alcune serate di reading, dalle quali è nata un’ unione che si è andata consolidando nel tempo.
A Maggio 2006 è andato in scena il primo spettacolo“Allegro Teatrale” , sempre in forma di reading, tratto dal titolo del penultimo romanzo di Piccolo. Una specie di ‘zibaldone’ di scritti, tra brani e racconti, alcuni apparsi su pubblicazioni varie (Repubblica, Diaro, ecc.), altri inediti.
Prendendo spunto da uno in particolare di questi testi, “Tre momenti di trascurabile felicità”, nasce l’idea di un nuovo spettacolo in forma di ‘a solo’. I ‘Tre momenti’ sono appunto tre diverse riflessioni su altrettanti episodi di vissuto quotidiano. Tre istantanee di piccole, gioiose, trasgressioni capaci di suscitare nello spettatore una sintonia di rara immediatezza, e il ritratto di una felicità che non aveva preventivato. Lo spettacolo tenta dunque di alludere ad una sorta di costruzione, mattone per mattone, di questa felicità quotidiana, fatta di decisioni liberatorie, ripensamenti dell’ultimo momento, osservazioni segrete degli altrui comportamenti, considerazioni sui tanti minuscoli gesti di inconfessabile egoismo o di rassicurante inutilità che costellano il nostro universo giornaliero. La regia è essenziale, imperniata su un’alternanza di monologhi e immagini video, senza un’apparente consequenzialità narrativa.
Nello spettacolo, come nel libro, i ‘momenti’ di trascurabile felicità da tre arrivano ad un numero imprecisato, che va a costituire appunto questa specie di piccola, grande, esilarante, mappatura della gioia. Trascurabile. Ma non troppo.